Valsesia, Vallis Siccidae

Vallis Siccidae

Enrico Canuto, Former faculty, Politecnico di Torino, Torino

Draft

Il fiume Sesia (Sessis) e una possibile etimologia

Il termine Sesia deriva dal latino Ses(s)ites(?), citato nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (Gaius Plinius Secundus, 23-79). Il punto interrogativo indica che non si conosce il nominativo, Plinio riportando l’accusativo.

Naturalis Historia, Liber III, XX: Padus, e gremio Vesuli montis celsissimum in cacumen Alpium elati finibus Ligurum Bagiennorum visendo fonte profluens condensque se cuniculo et in Forovibiensium agro iterum exoriens, nullo amnium claritate inferior, ... omni numero XXX flumina in mare Hadriaticum defert, celeberrima ex iis Appennini latere Iactum, Tanarum, Trebiam Placentinum, Tarum, Inciam, Gabellum, Scultennam, Rhenum, Alpium vero Sturam, Orgum, Durias duas, Sesitem, Ticinum, Lambrum, Adduam, Ollium, Mincium.

La seconda citazione come Sessis (nominativo) è del Vescovo di Pavia Ennodio (Magnus Felix Ennodius, 473-521) nel primo dei suoi Carmina. Si noti  l’attributo torrrens aggiunto a Sessis.

Carmina, Liber I, I. 
...
Hic natura homines per summum portat Olympi,
Quo liquidum tranans ire columba ualet.
Parcite, Pierides, pelagus fluuiale silendo,
Ne reparet sermo, fors bona quod pepulit.
Duria nam, Sessis torrens uel Stura uel Orgus
Marmoris Ionii saeuitiam superant.
...

Mi permetto di arguire che Sessis sia il nominativo, mentre l’accusativo sia Sessitem. Il nominativo Sessis  è coerente col dialettale e quindi Italiano Sesia. Non si conosce il genere, il che potrebbe spiegare l’uso di Sesia  femminile e maschile.

Il toponimo Sessis, -item sembra unico nel panorama dei fiumi Europei. Quale potrebbe essere la sua radice tale da illuminarne il significato radicale? L’unica radice Proto-Indo-Europea (PIE) che sia vicina al toponimo sembra essere *se- (seminare) da cui il Latino s\breve{e}ro,s\bar{e}vi, s\bar{a}tum,s\breve{e}r\breve{e}re, seminare, e s\breve{e}m\breve{e}n, seme, l’antico Inglese sawan (Inglese moderno, sow), seminare, sed, seme, e voci simili in altre lingue Europee.  Nessuna delle voci mostra una ripetizione se-s(s)- come in Ses(s)ites. L’illuminazione mi è venuta per una via traversa ma connessa alla radice *se-.  La voce Latina s\breve{a}t\breve{i}o, -\bar{o}nis significa semina ed è all’origine del Francese saison e dell’Inglese season, dove la consonante s si ripete ma come corruzione di ti-.

Esiste una voce Latina strettamente legata alla semina e quindi alla radice *se- in cui la consonante s viene ripetuta? Certo che esiste e si tratta nientedimeno che della dea che presiedeva la seminagione, Ses(s)ia, citata da Tertulliano (Quintus Septimius Florens Tertullianus, 155-240). Il che propende a che Sessis sia il nominativo di Sessitem.

De spectaculis, VIII. ...Delphines Neptuno vomunt; columnae Sessias a sementationibus, Messias a messibus, Tutulinas a tutela fructuum sustinent; ante eas tres ares trinis deis parent,  ...

Il passaggio da semina a stagione, come avvenne per il Francese saison, non mi sembra un volo Pindarico.

Sessis,-item significa corso d'acqua stagionale, o quantomeno correlato con la semina.

La stagionalità odierna (dal 1951 al 1991) del fiume Sesia comparata con il Ticino e la Dora Baltea è evidente in Figura 1. La portata media mensile rilevata alla confluenza col fiume Po ripete le stagioni, avendo il massimo in primavera e tardo autunno e il mimimo in inverno ed estate. Al contrario, la Dora Baltea ha un ciclo annuale, mentre il Ticino ha un ciclo stagionale sovrapposto ad un ciclo annuale. L’importanza di questi cicli per l’agricoltura e in generale per la gestione delle acque era ed è essenziale. Per gran parte dell’anno, ma soprattutto durante i mesi estivi, il Sesia è povero d’acqua. Un nome che richiami le stagioni e la semina appare quindi più che sensato.

Figura 1 - Medie mensili depurate della media annuale dei fiumi Sesia (rosso), Dora Baltea (verde) e Ticino (azzurro). Rilevazioni dal 1951 al 1991 alla confluenza col Fiume Po.

Nota. Il nome Italiano Sess-era di un affluente del fiume Sesia ha la stessa radice di Sessis, e potrebbe indicare che ramo principale e affluente  erano ritenuti due rami dello stesso fiume. Il suffisso-era potrebbe discendere dalla radice Proto Indo-Europea *er- (acqua in movimento). Si veda il fiume Era in Toscana, 'E\varrho \breve{\iota}\delta \breve{\alpha} \nu \dot{o}\varsigma il nome greco del Po e forse anche Arno.

Vallis Siccidae

Durante il Medio Evo il toponimo Sessites scompare dai documenti sostituito da Siccida. Compare per la prima volta in un diploma di Ottone III di Sassonia (980-1002), re d’Italia e di Germania (diploma 323/999 del 7 maggio  999 [3]) che confermava al vescovo di Vercelli,  Leone I, la donazione del Monastero di Santa Maria di Rado (sulla strada da Vercelli a Gattinara), que dicitur Monasterolium cum sua pertinentia, cum Bornade, et Grignascho et districtu (vedi nota in calce) Vallis Siccidae et Arimanni de Navola. Nello stesso diploma si menziona aquam de Siccida [3].

Il diploma è ritenuto interpolato dallo stesso vescovo di Vercelli, Leone I (Hildesheim, 965-1026), probabilmente come solida base per la riconferma chiesta e ricevuta dall’imperatore Corrado II il Salico nel 1025 (990-1039) [3].

Il termine latino Siccida, femminile, non compare nel dizionario latino [1], ma è plausibile discenda dal verbo sicco-are, seccare, tramite il suffisso -idus che indica uno stato fisico come nel caso di fervidus, da foveo, sono bollente, frigidus, da frigeo, sono freddo, calidus, da caleo, sono caldo, …. Si potrebbe quindi assumere l’esistenza (ignota) di una voce verbale sicceo,-ere, sono secco, asciutto. La radice di sicco è senz’altro Indo-Europea, ma non vi è unanimità nè sulla radice nè sul significato radicale.

Come ipotizzato poc’anzi Sessis indicherebbe una correlazione temporale con le stagioni (quindi astronomica), mentre Siccida esprimerebbe il risultato di tale correlazione, la povertà d’acqua.

Il diploma di Ottone III menziona tre abitati a monte del Monastero di Rado, Grignasco e Bornate entrambi dotati di castellum sui fianchi collinosi della valle (uno sulla sponda sx e l’altro sulla sponda dx). Il terzo luogo è Naula (Navola) sulla sponda destra del Sesia all’ingresso dell’attuale Serravalle Sesia, propinqua a Bornate e di fronte a Grignasco, dove tuttora sorge la pieve di Santa Maria di Naula. La si menziona come abitata da Arimanni (dal germanico heer-mann, uomo in armi e quindi uomo libero), probabili discendenti dei Longobardi. La pieve di Naula sorge in luogo pianeggiante, ma propinquo alla sponda collinare.  La pieve di Naula sorge in luogo pianeggiante, ma propinquo alla sponda collinare.  Anche la vetusta pieve di San Giovanni al Monte sopra Quarona si trova su di un poggio della sponda sx. Anche il diploma di Corrado II di Franconia, detto il Salico, del 1025 menziona un castello, Rocca Huberti, sulla sponda dx prima di Varallo (Varade) di cui è citato il ponte non certamente sul Sesia ma sul Torrente Mastallone, probabilmente dove si trova l’attuale ponte del Busso. 

Figura 2 - I luoghi citati nei diplomi di Ottone III e 
 Il nome Victium sulla Tavola di Peutinger

Il fiume Sesia che si getta nel Po a valle dell’importante città di Vercelli (Vercellae) era ben noto ai Romani dovendo essere attraversato lungo la strada Ticinum-Vercellae-Eporedia, parte dela Via Publica o via delle Gallie, che portava ai passi alpini della Valle d’Aosta. Il tracciato sulla Tavola di Peutinger indica Ticinum (Pavia), Laumellum (Lomello), la misteriosa Cunas alla confluenza dei fiumi Victium (Sesia) e Padus (Po), Vergellae (Vercelli) ed Eporedia (Ivrea) prima di gungere ad Augusta Praetoria (Aosta).

La Tavola di Peutinger (dal nome dell’antiquario tedesco del XVI secolo K. Peutinger che ne  possedé la pergamena dopo la scoperta nella biblioteca della città di Worms, Germania) è ritenuta copia di un documento del IV-V secolo che riportava la mappa fatta tracciare da Agrippa sotto il regno di Augusto. E’ plausibile che molti nomi siano stati copiati male e che fiumi principali siano stati confusi con loro affluenti, il che potrebbe essere il caso di Flumen Victium. Il nome è certamente connesso all’abitato Victumulae nella piana coltivata Vercellese (ager Insubrium), citato da Tito Livio (Titus Livius, 59 aC-27), in occasione della Battaglia del Ticino (218 aC). 

Titus Livius, Ab urbe condita, XX1,45. ... His adhortationibus cum utrimque ad certamen accensi militum animi essent, Romani ponte Ticinum iungunt tutandique pontis causa castellum insuper imponunt: Poenus hostibus opere occupatis Maharbalem cum ala Numidarum, equitibus quingentis, ad depopulandos sociorum populi Romani agros mittit; Gallis parci quam maxime iubet principumque animos ad defectionem sollicitari. Ponte perfecto traductus Romanus exercitus in agrum Insubrium quinque milia passuum ab Victumulis consedit.

L’impressione è che a differenza della lista dei trenta affluenti del Po di Plinio il Vecchio, l’interesse della Tavola è tracciare fiumi attraversati da vie romane.  Se la Via Publica attraversava il Fiume Sesia vicino a Vercelli, questo porta ad escludere gli affluenti Elvo e Cervo che confluiscono l’uno nell’altro e quindi nel Fiume Sesia a monte di Vercelli. Nel qual caso Flumen Victium non può che indicare il Fiume Sesia, o meglio a mio avviso, il ramo finale a valle della confluenza del Cervo, nella piana di Victimulae (etimologia?).

Prima di Augusta Praetoria sono tracciati un fiume anonimo che sorge dal misterioso Lacus Clivius e il flume Betuctelum (Dora Baltea, Duria Bautica?). Entrambi sono indicati come affluenti del Fiume Po, il che indurrebbe a ritenere che Betuctelum (malscritto?) indichi la Dora Baltea. Nel qual caso, il fiume anonimo non si sa quale sia, a meno che Lacus Clivius indichi il Lago di Viverone cui fu affibbiato un ipotetico (quindi anonimo) emissario come per  altri laghi indicati sulla Tavola.

 Figura 1 - Sezione della Tavola di Peutinger tra Milano (Mediolanum, ad est) e Torino (Augusta Taurinorum, ad ovest). Il fiume Sesia compare come Flumen Victium ad ovest del Flumen Nouaria (Torrente Agogna) e a est di un fiume anonimo che sorge dal misterioso Lacus Clisius.
Conclusione

Mi sembra che l’etimo di Sesia (Sessis) come fiume a carattere stagionale sia sensato e coincidente con il medioevale Siccida. Anche il misterioso nome alternativo Victium potrebbe avere una sua giustificazione.

Note

Districtus (particio passato di distringere). Circoscrizione territoriale nella quale il signore fondiario e poi feudale aveva facoltà di distringere, cioè di esercitare una coazione sui vassalli e su quanti, abitandovi, gli erano soggetti. Il potere di districtio nacque come conseguenza dell’immunità, in quanto il divieto d’ingresso ai funzionari regi o imperiali nel territorio immune determinava l’esigenza che l’amministrazione della giustizia e il potere coattivo vi venissero esercitati dal signore locale, laico o ecclesiastico. Sorti già nel regno franco durante i Merovingi, i distretti immunitari aumentarono per numero e ampiezza nel sec. IX.

Castellum (diminutiv0 di castrum). Il castello rappresenta l’emblema del Medioevo: infatti, a partire dalla fine del IX secolo, e per tutto l’XI secolo, ampie zone dell’Europa occidentale si ricoprirono di una fitta rete di castelli. Gli storici hanno chiamato questo fenomeno incastellamento. Esso è uno degli elementi più vistosi che accompagnarono la dissoluzione dell’impero carolingio e la formazione di una miriade di poteri locali. Alla base dell’incastellamento vi era innanzitutto la necessità di difendersi dalla seconda ondata di invasioni (Ungari, Vichinghi, Saraceni) che si abbatté sul continente intorno al IX-X secolo. L’incapacità da parte del potere centrale di organizzare la difesa del territorio e una diffusa sensazione di incertezza spinsero i grandi proprietari laici ed ecclesiastici, a fortificare le loro residenze o a costruire castelli. Il castello serviva come centro militare, amministrativo e domestico al tempo stesso.

Riferimenti

[1] L. Castiglioni e S. Mariotti, Vocabolario della Lingua Latina, Loescher Editore, Torino, 1994.

[2] Anonimo, Il sistema fluviale padano nella rappresentazione della Tabula Peutingeriana. Il filo di Arianna. Rivista on line per la didattica nelle scuole superiori ..., http://www.ariannascuola.eu/ilfilodiarianna/it/home-ita/154-dinamiche..

[3]  F. Panero, Il consolidamento della signoria territoriale dei Vescovi di Vercelli fra XI e XII secolo, in Vercelli nel secolo XII. Atti del quarto Congresso storico vercellese, Vercelli, 18-20 ottobre 2002, Vercelli, Società storica vercellese – Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, 2005 (Biblioteca della Società storica vercellese), pp. 411-445.